Il Pesaro Horror Festival è una figata.
Anche per via di con chi sono andata.
Anche per via della nuova bambola morta che è tornata a casa con me.
Ma soprattutto perché hanno istituito il “Premio Angela”.

Oltre ai vari incontri difatti c’era un concorso per cortometraggi.
Chi mi conosce sa già quanto riesco a essere casinista se non concordo con le decisioni altrui.
E fu così che mentre l’intera giuria, con nomi noti nell’ambiente decretava il miglior soggetto e il miglior corto, Angela iniziò a piantare musi e varie grane.

Tra quei 10 cortometraggi in finale uno le si piazzava nello stomaco e restava lì urlando.
Un mix tra “corto” e “videoclip musicale”.
Andava a ripescare nella memoria quei vecchi video dei Prodigy.

Durante la visione ho iniziato ad agitarmi sulla sedia e sussurrare a Stefano Massaron che quello era il migliore.
A commentare nelle pause che “non c’era paragone”…cercando di influenzare il presidente Davide Pulici e compagnia bella.
Successo scarso dato che nessuno prestava attenzione alla mia voce.

Non per altro …ma perché erano tutti immersi in paragoni dettagliati e argomenti di settore.

Sta di fatto che “Krank” di Sergio Santilli e Gianrico Di Gennaro era, per la sottoscritta, semplicemente perfetto.
L’atmosfera. I colori. I personaggi.
Tutto ad alimentare un viaggio di chetamina fittizia nella mente.

Forse troppo avanti. Non era il classico corto horror.
Ma diciamolo, che palle rivedersi il solito vampiro o il solito mostro a incutere terrore ed effettuare malriusciti massacri.
“Krank” era qualcosa di più.
Per questo credo non abbia riscontrato pieni consensi.
Perché non era limitato.

Non sono d’accordo con chi afferma che la scelta del “genere” videoclip sia servita per metterci dentro anche più di quel che era necessario, magari anche alla rinfusa.
Credo che il “Premio Angela” non potesse andare che a lui.
Perché “Krank” riempie di suoni e immagini il cervello dello spettatore.
Regalandoti dosi migliori di quelle in vendita da qualsiasi spacciatore

Angela Buccella – Chic Trills